DANIELE PRESSI

DANIELE PRESSI”Stupido è chi stupido fa”

Per il bene la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità. Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre dentro di sé il germe dell’autodissoluzione, perché dietro di sé nell’uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese.
– D. Bonhoeffer, Resistenza e resa

Dieci vergini in attesa di uno sposo che viene loro incontro, ci narra il vangelo di questa domenica. Siamo noi in attesa dell’incontro con il Signore. Dove verrà? In che situazioni, in che relazioni? Quando? Non lo sappiamo. Anche se talvolta ci piacerebbe “programmare” l’incontro. Eppure, fortunatamente, lo sposo tergiversa. Ci lascia quasi a cuocere nel nostro brodo. Fortunatamente, dico, perché incontrare qualcuno cuore a cuore non è cosa programmabile. È vero nelle relazioni di amicizia e di amore, ed è ancora più vero con Dio. L’incontro che dona sapore alla vita, il volto nuovo scoperto nell’altro, arriva quando e dove non te lo aspetti.

E, in questa attesa, a chi non capita di vivere la notte? Di non vederci un palmo dal naso? Andiamo in crisi, la vita perde sapore. La gioia di quell’incontro presto diventa illusione. Magari non ci pensiamo più. Ci addormentiamo, proprio come quelle vergini (sia quelle dette stolte, sia quelle dette sagge): la speranza se ne va nella notte, proprio come si consuma l’olio delle lampade che esse portano con sé. Eppure non è questo il problema.

Come non credo sia del tutto un problema il fatto di non aver portato olio buono per dar luce alla nostra notte. Le vergini stolte non sono stupide perché non hanno olio di riserva con sé. Certamente, se guardiamo con verità alle nostre notti, riconosciamo che, sì, per fortuna a volte capita, come alle vergini sagge, di avere olio a sostenere la nostra fiamma: amicizia, gioia, affetti, fede. Tante altre volte no! Proprio come le vergini stolte ci troviamo sprovvisti, nudi, incapaci, inetti. E allora che senso ha che qualcuno ti dica: “Beh, dovevi pensarci prima!”. Ma, lo ripeto, le cinque non sono stupide per questo.

Le vergini stolte sono stupide perché all’arrivo dello sposo, trovandosi sguarnite d’olio, per paura di fare brutta figura, corrono in cerca di un negozio aperto (a mezzanotte!) per procurarsi quell’olio da sole. Sono stupide… perché non riconoscono di essere state stolte! E soprattutto non riconoscono che l’unico olio buono per dare luce alla loro festa è lo sposo che arriva. La sapienza (parola che in latino ci parla di sapore) “va lei stessa in cerca di quelli che sono degni di lei” (Sap 6,15), non dobbiamo andarcela a raccattare chissà dove.

Nella nostra attesa dello sposo, nelle nostre notti così complicate, non importa se prendiamo sonno, se dubitiamo. Non importa nemmeno se ci troviamo sguarniti, se la facciamo grossa. Addirittura non importa, ci direbbe Bonhoeffer, se facciamo il male e ci accorgiamo di aver smarrito l’olio buono della fede e dell’amore facendolo cadere a terra in malo modo. Il nemico che rischia di non farci conoscere lo sposo è la stupidità. La stupidità di bastare a noi stessi. La stupidità di dover tenere su il palco. La stupidità di non riconoscerci fragili, inadatti, ignoranti. Piccoli vasi a custodire quell’olio. La stupidità di non incontrare lo sposo nella nostra oscurità.

Certo, magari quello sposo ci dirà: “Non siete stati capaci di vegliare un’ora sola?” (Mt 26,40). Però poi darà la sua vita per noi. Perché ci ama troppo per stare lì a calcolare se meritiamo di entrare alla festa o meno. Anche perché… solo uno stupido può pensare di meritarlo.

Non avere paura della tua pochezza! Solo della stupidità c’è da tenersi alla larga. Senza dimenticare di vigilare su noi stessi, però. Perché “nessuno è così stupido da credersi tale” (R. Gervaso).

La stupidità è una madre premurosa:
non lascia che nessuno si senta trascurato.
Con Dio è stupido… chi pensa di fare da solo! 

Fonte:http://www.twittomelia.it/


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