Don RICCARDO PINCERATO”Possiamo fare della nostra vita un dono “

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Anno B) (06/06/2021)

Vangelo: Mc 14,12-16.22-26

Non esiste per me un livello più alto della parola “dono”: dà vita a vita (Erri De Luca).

che fatica fare della propria vita un donoPerò, che fatica fare della propria vita un dono. Che fatica oggi provare a prendere scelte giuste, responsabili e adulte per il bene personale, ma ancor di più per il bene comune. Bisogna aver fede per riuscire a far della propria vita un dono. Bisogna sentirsi amati per essere capaci di dare tutta la vita, corpo e sangue per gli altri. A fatica riusciamo a dare una mano agli amici. Proviamo a pensare con significa oggi provare a fare scelte per dare una mano al povero, allo straniero, all’oppresso, allo sconosciuto.

Cosa significa provare oggi a dare una mano nella comunità in cui vivi e in cui non tutti ti sono amici o ti sono simpatici? O cosa significa provare a dare una mano al proprio Paese, consapevole che qualsiasi scelta prenderai in realtà verrà criticata e manipolata per farla ricadere nella logica dei miseri interessi personali, che, invece di essere attenti al bene comune, tendono a rubare la sovranità del popolo? Non è facile oggi, come allora, dare la propria vita.

La logica del dono, però inevitabilmente si apre a una doppia dinamica: da una parte la gioia della gratuità e la soddisfazione di aver donato tutto a tutti, così come un padre cerca di dare ciò che ha al proprio figlio non per interesse, ma per puro amore. Dall’altra parte la fatica e la sofferenza del sentirsi morire. Quando si dona, muore una parte di noi, parte dell’uomo vecchio sparisce per lasciare spazio alla novità che è l’altro. 

è la dinamica della passione-morte e resurrezione di Cristo È la dinamica della passione-morte e resurrezione di Cristo che ha donato il suo corpo per amore; lo ha donato nel pane e nel vino; lo ha donato sulla croce col suo corpo e col suo sangue; lo dona a noi oggi attraverso l’eucarestia e attraverso le scelte di coloro che si fanno a noi dono. Come potremmo pensare all’ultima cena senza l’esperienza della croce e della gioia del Risorto? E, viceversa, come potremmo tornare al memoriale della croce e della resurrezione senza l’esperienza dell’ultima cena?

Quando sentiamo che nella nostra vita riusciamo ad attingere a questa dinamica, quando la nostra vita si fa dono non possiamo non legarci a Cristo che ci può dare di nuovo forza ed energia. Ci dona il suo Spirito per continuare la sua opera nella e per la creazione: l’opera di unità, di pace, di comunione.

non possiamo restare stantiiIl corpo di Cristo al quale noi ci nutriamo non può tenerci freddi e indifferenti, ma soprattutto non può lasciarci stantii nella mediocrità. È l’amore stesso di Cristo che ci invita ad alzare lo sguardo, ad alzare le orecchie, a fare attenzione alla realtà nella quale viviamo. E, se necessario, è lo stesso corpo che ci chiede di alzare la voce per difendere e per ribadire che la nostra forza non è nel chiuderci come gli apostoli nel cenacolo. Ma che la nostra forza è nel camminare fianco a fianco con tutti gli uomini e le donne di buona volontà che cercano la verità. È il corpo di Cristo che ci può dare la forza di dare vita a vita.

Una settimana piena di sorprese, ma quelle più belle restano il dono di un abbraccio, di un sorriso, di una carezza.

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