Derno Giorgetti “LA VITA HA SENSO SOLO SE CORRIAMO DIETRO AL RISORTO”

Domenica di Pasqua – Risurrezione del Signore (Anno C) (17/04/2022)

Vangelo: Gv 20,1-9

Prima di poter ascoltare il grido gioioso della Pasqua, bisogna passare per il “silenzio di Dio”. Ma ci vuole molto coraggio per ascoltarlo: non sono possibili inganni, né simbolismi forzati; non è dolce, ma neppure si può prendere con zucchero. Non possiamo sorridere di fronte al giorno più triste dell’anno: il sabato santo. Come facciamo a chiamare “santo” il giorno più vuoto e senza senso che esiste? Allora, preghiamo. Ma a chi pregare se il giorno prima Dio era morto, barbaramente ucciso dalle truppe di occupazione?

Fu quando l’umanità rimase… senza respiro. Il sabato santo bisogna viverlo… senza saltare immediatamente alla Domenica. Dalla notte della prova emergono poi le comunità cristiane che si accingono a celebrare la Veglia pasquale, madre di tutte le veglie. Dal fuoco benedetto si accende il cero che con la sua luce accompagnerà tutto il tempo pasquale nelle celebrazioni in cui il popolo si riunisce attorno a Cristo Risorto. «Questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato con lo splendore della colonna di fuoco… O inestimabile segno di bontà: per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio… il santo mistero di questa notte sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l’innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti». Poi la liturgia ci bombarda di Parola di Dio per vedere se riesce a scalfire le nostre coscienze indurite.

Anche il profeta Baruc ci esorta ad accogliere la Sapienza senza la quale la nostra vita sarebbe una somma di schiocchezze: «Ritorna Giacobbe ad accoglierla, cammina allo splendore della sua luce. Non dare ad altri la tua gloria, né i tuoi privilegi a gente straniera» (4,2-3).

Nel Vangelo della notte ascolteremo ciò che gli angeli dicono alle donne impaurite: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?» (Lc 24,5). Infine, in mezzo a un corri corri generale, ascolteremo il Vangelo del giorno: la Maddalena al vedere il sepolcro scoperchiato “corre” da Simon Pietro e dall’altro discepolo, ed essi… corsero insieme verso il sepolcro scavato nella roccia. L’altro discepolo che Gesù amava, ha una faccia ben conosciuta, ma nello stesso tempo una faccia che assomiglia alla mia e alla tua.

L’autorità, cioè Pietro, è la prima che entra nel sepolcro vuoto: è il discepolo che rappresenta tutti noi, colui che corse veloce “e vide, e credette” (Gv 20,8). La nostra vita ha un senso solo se corriamo dietro al Risorto. Corriamo insieme, sinodalmente, altrimenti guai a noi, ci stancheremmo presto.

Godiamoci tutti questi Alleluia, perché Cristo è Risorto.

Santa Pasqua a tutti.

Fonte:https://www.corrierecesenate.it/


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: