#PANEQUOTIDIANO, «PREGANDO, NON SPRECATE PAROLE PERCHÉ IL PADRE VOSTRO SA DI QUALI COSE AVETE BISOGNO»

La Liturgia di Martedi 16 Febbraio 2022 VANGELO (Mt 6,7-15) Commento :Rev. D. Emili MARLÉS i Romeu(Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non
siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Parola del Signore

«il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate»Rev. D. Emili MARLÉS i Romeu(Sant Cugat del Vallès, Barcelona, Spagna)

Oggi il Signore vuole aiutarci a crescere in un tema centrale della nostra vita cristiana: la preghiera. Ci avverte di non pregare come i pagani che cercano di convincere Dio di ciò che vogliono. Molte volte cerchiamo di ottenere ciò che vogliamo attraverso l’insistenza, rendendoci “pesanti” a Dio, credendo che saremo in grado di farci sentire con la nostra verbosità. Il Signore ci ricorda che il Padre è costantemente sollecito della nostra vita e che, in ogni momento, sa di cosa abbiamo bisogno prima che glielo chiediamo (cfr. Mt 6,8). Viviamo con questa fiducia? Sono consapevole che il Padre mi lava costantemente i piedi e che conosce meglio di chiunque altro ciò di cui ho bisogno in ogni momento (nelle cose grandi e piccole)?

Gesù apre per noi un nuovo orizzonte di preghiera: la preghiera di coloro che si rivolgono a Dio con la coscienza dei bambini. Il tipo di relazione che ho con una persona determina come chiedo le cose e anche cosa posso aspettarmi da lei. Da un padre, e specialmente dal Padre celeste, posso aspettarlo tutto e so che si prende cura della mia vita. Per questo motivo, Gesù, che vive sempre da vero figlio, ci dice «non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete» (Mt 6,25). Ho davvero questa coscienza di figlio? Mi rivolgo a Dio con la stessa familiaretà come lo faccio con mio padre o mia madre?

Dopo, Gesù ci apre il suo cuore e ci insegna come è il suo rapporto/preghiera con il Padre in modo che anche noi lo facciamo nostro. Con la preghiera del “Padre nostro” Gesù ci insegna a vivere da bambini. San Cipriano ha un noto commento al “Padre nostro”, in cui ci dice: « Ma bisogna che ci ricordiamo, o fratelli carissimi, quando chiamiamo Dio nostro Padre, che dobbiamo comportarci da figli di Dio. Se ci compiacciamo in Dio, nostro Padre, anche lui deve potersi compiacere di noi».

La voce della sapienza ebraica

«Facci ritornare a te, o Signore, e noi ci convertiremo. Restaura i nostri giorni antichi. Benedetto sei tu che ti compiaci della penitenza».
Dalle Diciotto benedizioni (quinta )


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