Don Paolo Zamengo”Il cammino della fede”

XIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)  (26/06/2022)

Vangelo: Lc 9,51-62

“Mentre camminavano per strada”. Così inizia il vangelo di oggi. Ma quale strada e dove era diretta?  Il vangelo lo dice: “Egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme”.

E noi camminiamo con lui o siamo fermi? E su quella strada? Il l nostro non è un vagare, non dei dispersi, anche se a volte ci capita. Noi camminiamo con Gesù. 

Pensate la fortuna di avere un apripista! O, se volete, abbiamo un capocordata che ha disseminato sul sentiero i suoi segni. Come in montagna, per un attimo, ti chiedi se il sentiero è quello giusto e poco dopo un sasso ti rassicura, un sasso segnato da una striscia biancorossa  e un numero.  

Anche il vangelo è segnato da un verbo di movimento e al plurale: “mentre camminavano per la strada…”.Camminavano insieme. 

Vorrei comunicarvi la mia gioia di essere cristiano non come un viaggiatore solitario come  se ne andassi da solo! Invece sono e siamo partecipi di un cammino comune. E sono grato e sento di avere un aiuto. Mi riferisco a gesti anche piccoli, quotidiani, incontri senza fanfare, voci senza enfasi, sguardi, sì a volte, solo sguardi che mi danno una spinta, mi danno forza per il cammino.

Parole e gesti che mi hanno evitato la resa. Il nostro andare, il nostro camminare  è come una carovana. E benedetta sia la carovana. Da un lato è un rifugio, dall’altro è stimolo ad andare, a camminare, ad avanzare  a scoprire i sassi colorati nei sentieri del vangelo, lungo la strada della vita. 

L’evangelista Luca racconta che lungo la strada Gesù incontrò alcuni uomini che in qualche modo volevano seguirlo. Il primo è preso da entusiasmo: “Ti seguirò dovunque tu vada”. Gesù lo mette in guardia: i facili entusiasmi  non costano nulla. 

Seguire Gesù non è nascondersi  in una  tana sicura o in un nido protetto. Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo.  Seguirlo non è una passeggiata. Non ci spinga il desiderio di una vita tranquilla, con  garanzie o permessi  speciali. Speciale è solo l’andare, la strada! 

Perciò non mettere condizioni: “permettimi di andare prima”. Gesù risponde: “Non c’è un prima. Che non è un invito a cancellare affetti o sentimenti. C’è da capire, perché sembra scandaloso non seppellire i genitori.  Nella tradizione ebraica era ed è un culto che viene prima di ogni altro precetto.  

Gesù fa un richiamo alla vigilanza: perché anche la famiglia può diventare un ostacolo e i legami possono diventare una catena.  “Rintanarsi” è proprio il contrario dell’avanzare, del seguire. Si cammina con Gesù per un atto di fede, per un atto di fiducia. Dai credito a Gesù e cammini con lui. Fede è camminare. 

Mi viene in mente un canto:  “Esci dalla tua terra e va’ dove ti mostrerò”. Un’eco risponde: “Abramo non partire, non andare, non lasciare la tua terra, cosa speri di trovar? La strada è sempre quella, ma la gente è differente, ti è nemica, dove speri di arrivar? Quello che lasci tu lo conosci, il tuo Signore cosa ti dà”? 

“Un popolo, la terra e la promessa”, parola di Jahvè.  

E Abramo partì. Aveva settantacinque anni.


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