Don Paolo Zamengo “Parole di Fuoco”

XX Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) (14/08/2022)

Vangelo: Lc 12,49-53

Il vangelo di Luca è tutt’altro che semplice e di riposo. Lo troviamo scomodo, a tratti duro, un po’ fuori tempo in questi giorni di ferragosto. Ma è grave se noi censuriamo le pagine del Vangelo e ce lo adattiamo a nostra misura, immagine e somiglianza.

Cerchiamo  di interpretare, così come ci è possibile, queste parole non facili che ricevono luce da altre pagine della Bibbia.  “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già acceso”. Parole che bruciano. Il fuoco in tutte le estati incendia e brucia la terra di incanto di questa nostra Italia e certo non possiamo non provare disagio se Dio prende le sembianze di un piromane.

Ma di quale fuoco si tratta? C’è un fuoco che Gesù rifiuta. Giacomo e Giovanni,  sdegnati per il rifiuto dei Samaritani, dicono a Gesù: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?” Gesù si voltò e li rimproverò. Il fuoco invocato da Gesù è interiore.

È il fuoco che arde nel cuore dei profeti: il fuoco, la passione per la parola di Dio. Geremia, fatto oggetto di scherno ogni giorno, non vuole più pensare a Dio e non parlare più in suo nome: “Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa, mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo”.

È questo il fuoco di Gesù: la passione per Dio e la passione per l’uomo; il volto di Dio e il volto dell’uomo, unico fuoco, unica passione. Fuoco ardente che porta Gesù a cacciare i mercanti dal tempio, rovesciandone i banchi. Disse quel giorno: “Lo zelo per la tua casa mi consuma”.

Questo è il fuoco che Gesù ama, il fuoco che consuma le false immagini di Dio, la fede ridotta a mercato. C’è un’altra parola, anche questa dura, nel Vangelo di oggi: “Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione”. Gesù diventa uno spartiacque. E ci si può dividere sulla sua parola. 

La passione per Dio e per gli altri può far nascere una divisione, una incomprensione anche all’interno della propria famiglia. È successo a Gesù. I suoi parenti stentavano a capire il fuoco che lo divorava. Era inavvicinabile, tanta era la folla. E a chi gli disse: “Tua madre, i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti”, rispose: “Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”. 

Per seguire Gesù, bisogna avere coraggio, bisogna decidersi a cambiare il divano con un bel paio di scarpe che aiutano a camminare su strade mai sognate e nemmeno pensate, su strade che possono aprire nuovi orizzonti, capaci di contagiare e comunicare la gioia che nasce dall’amore di Dio, la gioia che ogni gesto, ogni atteggiamento di misericordia lascia nel tuo cuore (papa Francesco ai giovani).

Gesù è protagonista di una nuova umanità: le sue parole diventano taglienti e pongono al bando i compromessi, gli equilibri solo umani, le mediocrità. Il suo Regno è fatto di giustizia autentica, di pace universale, di amore senza riserve. Qui e ora nascono scelte e stili di vita improntati alla coerenza, al superamento di interessi di parte, fossero anche di familiari o di amici o di gruppo: un invito deciso a cambiare radicalmente mentalità.

La scelta di perdonare, di  non  attaccarsi alla ricchezza di non dominare ma servire, di non vendicarsi, di aprire le braccia e la casa, diventa inevitabilmente divisione con chi invece pensa a vendicarsi, a salire e dominare, con chi pensa che vita vera sia solo quella di colui che vince. Questo è il segreto di Gesù. 

Dio aspetta qualcosa da te. Hai capito? Dio aspetta qualcosa da me, Dio vuole qualcosa da te, vuole te e vuole me. Ciò che distingue un uomo da un altro è ciò che ognuno fa di ciò che ha ricevuto. 

E il vangelo che tutti noi abbiamo ricevuto non è un ombrellone di ferragosto ma un invito ad accendere un sogno e a lasciarlo bruciare nel cuore. 


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