Don Marco Ceccarelli Commento XXIX Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

Liturgia: Es 17, 8-13; Sal 120; 2Tm 3, 14-4, 2 Vangelo: Lc 18,1-8

  • Testi di riferimento: Dt 32,35-36; Sal 11,2-3; 58,12; 73,13-14; 94,1-2; 125,3; 141,5; Sir 35,17-23;
    Ger 12,1-2; 15,15; 20,11-12; Mal 3,14-15.17-19; Mt 16,27; Lc 12,40.46; Rm 1,18; 2,6-11; 3,21-26;
    12,12.19-20; 16,20; Ef 6,10-13; 2Ts 2,7-8; Gc 1,5-8; 1Pt 3,13-17; 5,8-10; 2Pt 3,13; Ap 2,16; 3,11;
    6,10-11; 16,15; 22,7.12
  1. La giustizia di Dio. La parabola del brano di Vangelo odierno presenta almeno tre temi importanti. Cominciamo da quello della giustizia divina. Si tratta di un argomento che non sembra essere uno dei preferiti nella predicazione; soprattutto se si tratta di parlare di un Dio che “fa giustizia”, come affermato nei vv. 7-8. Tra l’altro l’espressione originale in greco ha un tono alquanto sinistro, portando anche il senso di “fare vendetta” contro qualcuno che ha fatto del male. Eppure, nonostante la reticenza che noi oggi possiamo avere nel parlare di questo argomento, esso è molto frequente nell’Antico Testamento. E certamente non giova appellarsi al fatto che esso rispecchi un’idea di Dio superata dal Nuovo Testamento. In realtà è proprio la questione della giustizia di Dio ciò che più mette in crisi il credente, il pio. Infatti, si dà il caso che spesso chi fa il male, chi non si cura né di Dio né degli altri, ha la meglio, e tutto gli va bene. Gli esempi biblici non mancano (vedi testi di riferimento); uno per tutti, Ger 12,1-2: «Tu sei giusto Signore (ironico, ndr.) … però … perché la via dei malvagi prospera?». Perché domina chi adotta come stile di vita la prepotenza? Si tratta di un problema reale e molto serio. Se Dio c’è ed è giusto perché non fa giustizia, soprattutto nei riguardi dei suoi fedeli che soffrono? Qualcuno risponde: Perché Dio ha pazienza; Dio “è lento all’ira”, si dice spesso nella Bibbia. Ma è proprio questa lentezza all’ira, questa lentezza a fare giustizia che va a scapito di quelli che soffrono (Ger 15,15). Perciò anche questa supposta pazienza di Dio non sembra testimoniare molto a favore della sua giustizia. La parabola dunque, affermando invece che Dio fa sì giustizia, vuole aiutare il cristiano a non porsi al livello del malvagio, dell’ingiusto, ad adottare le sue stesse armi. Per questo Sal 125,3 afferma che il Signore non permetterà che «lo scettro del malvagio i posi sulla proprietà dei giusti, perché i giusti non stendano le loro mani per compiere il male». I giusti non possono mai compiere il male.
  2. La fede.
  • La parabola vuole così rispondere a questa implicita domanda: cosa deve fare il cristiano, il giusto, colui che vuole fare la volontà di Dio, quando è oppresso da una ingiustizia, quando si trova davanti ad un nemico che non ha pietà? Il giusto davanti all’ingiustizia è apparentemente impotente, perché se rispondesse con le stesse armi passerebbe anch’egli dalla parte degli ingiusti. La parabola non vuole insegnare che il cristiano non deve farsi giustizia da solo; questo viene dato per scontato.
    Nella figura della vedova si presuppone già che il cristiano non si fa giustizia da solo, perché ha rimesso la sua giustizia in Dio (Rm 12,19). E tuttavia, poiché Dio «ha pazienza con loro» (v. 7), cioè tarda a fare giustizia, c’è il rischio che il cristiano sia indotto a farsi giustizia da solo. Cosa fare quando risulta che Dio non interviene a difenderci, quando la prepotenza dei nemici, di quelli che ci odiano, di coloro con i quali è impossibile dialogare e trovare un accordo ragionevole, finisce per distruggerci? Cosa fare quando appare che l’unica possibilità di difesa sia impugnare le stesse armi del nemico e rispondere alla violenza con la violenza? Se un cristiano dovesse cominciare a farsi giustizia da solo significherebbe che ha perso la fede nella giustizia divina. Quello che deve fare invece il cristiano in mezzo alle ingiustizie è perseverare e conservare la fede. Questo è il punto centrale della parabola.
  • “Farà giustizia prontamente (en tachei)” (v. 8). L’espressione “en tachei” è tipica nel Nuovo Testamento per indicare la seconda venuta di Cristo (vedi testi di riferimento; tra l’altro i versetti precedenti la nostra parabola trattano proprio di questo argomento). La giustizia di Dio – quella defini-

Fonte:http://www.donmarcoceccarelli.it/


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