fra Damiano Angelucci “Questione di fede”

XXIX Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)  (16/10/2022) Vangelo: Lc 18,1-8

Quest’ultima domanda di Gesù ci lascia abbastanza inqueti, come se ci fosse effettivamente il rischio che alla sua seconda e definitiva venuta, possa non esserci neppure un credente sulla terra, neanche quel proverbiale granello di senape di cui si diceva due domeniche fa.
Oltre ciò, direi che non è il caso di farci prendere dalla preoccupazione che anche i discepoli una volta mostrarono al Signore, se siano pochi o tanti quelli che si salvano.
Sempre il vangelo è una parola rivolta a me che ascolto, è una sollecitazione alla mia fede personale. Per cui sarebbe opportuno sentire risuonare personalmente questa domanda: Se il Signore venisse ora a ricapitolare la storia, e quindi anche la mia personale, troverà la fede nella terra del mio cuore, nella terra della mia esistenza, delle mie relazioni?
Sarebbe a dire: qui e ora la fede in Cristo Signore è la ruota di scorta di quando subisco degli imprevisti, oppure è una relazione viva, e con una presenza vivente?
Se un giudice iniquo può far giustizia per motivi non ispirati dall’amore, come potrà non far giustizia un Padre che è l’Amore in sé stesso. In effetti il ragionamento di Gesù è talmente logico, da rendere evidente che si tratta solo di una questione di fede, che si accresce, però, esercitandola – nelle piccole come nelle grandi occasioni della vita – e pregando sempre, senza stancarsi mai, come la vedova importuna e petulante.

Fonte:http://fradamiano.blogspot.com/


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