Domenica 8 Novembre (DOMENICA – Verde)
XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Sap 6,12-16 Sal 62 1Ts 4,13-18 Mt 25,1-13
di padre Ermes Ronchi🏠home
Le ragazze in casa ce l’avevano l’olio, ma non l’hanno preso, come non ci fosse; e invece siamo fatti per l’incontro, la festa, un amore, una bellezza, per la luce.
Una parabola difficile. Nessuno dei protagonisti fa bella figura: lo sposo in ritardo, le cinque distratte senza l’olio di riserva; le altre cinque che si rifiutano di fare a metà del loro. E quel padrone che chiude la porta della casa delle nozze, cosa che non si faceva, perché tutto il villaggio entrava e usciva dalla casa in festa.
Eppure è bello questo racconto: dieci piccole luci nella notte, l’aria fremente dell’attesa. Ci racconta il Regno di Dio come l’attendersi un po’ d’amore dalla vita, come un abbraccio in fondo alla notte.
Le ragazze, bellissime, sfidano la notte armate solo di una lampada, sfidano il ritardo del sogno con quasi niente.
Il cristiano è l’esatto contrario di chi non si aspetta più nulla dalla vita. Ma qui sorgono i problemi: Tutte si addormentarono, quelle previdenti e quelle disorganizzate. Tutti abbiamo provato la tentazione di mollare, almeno una volta nella vita. Ma ecco la svolta: a mezzanotte si udì un grido “ecco lo sposo”.
Anch’io l’ho sentita quella voce: è stato un amico, posso dirvi il nome; è stato un libro, posso dirvi il titolo; una poesia, un salmo pieno di pathos; un “beati voi”, voi miti, puri, limpidi, poveri, buoni, dal cuore disarmato.
Secondo scenario: cinque ragazze non hanno più olio. Lo chiedono alle altre, è rifiutato. Ragionevole: meglio in poche con la luce accesa, che in molte al buio. Cos’è l’olio? Il Vangelo non lo dice. E’ quello che mi manca per vivere acceso.
Le ragazze in casa ce l’avevano l’olio, ma non l’hanno preso, è rimasto inutilizzato, come non ci fosse; e invece siamo fatti per l’incontro, la festa, un amore, una bellezza, per la luce. Allora quando si fa notte, e succederà che le cose ti si rompano fra le mani, rabbocca i tuoi piccoli o grandi vasi, tira fuori l’olio!
Lo sposo sta arrivando, arriverà, e sarà festa.
Con cosa nutriamo noi la vita? Quando passa la bellezza, se siamo distratti e orientati ad altro, ci passa accanto e non la vediamo. E sarà come battere alla porta chiusa della vita: Aprici! E la voce: Non vi conosco, siete costruttori del niente.
Ci sono dieci ragazze in scena. Ci sono anch’io. La parte giovane di me, la parte giovane dell’umanità. Guai a chi ruba speranza ai giovani, a chi deride i loro sogni. Ai vergini della vita, a me e a tutti, la parabola dice: preparati bene, preparati a cose grandi: a diventare padre madre amico sposo, a fare cose belle. Riempi i tuoi piccoli vasi, preparati a cose importanti. Non attrezzarti solo per un fine settimana o una vacanza, non vivere alla giornata. Ciò che ti attende è grande, ti attende molta vita, molta gente, molta bellezza, molta creatività per essere con-creatore con Dio anche solo vivendo bene il tuo quotidiano; ti attendono occhi come lampade. Non temere, alla fine sarà lui a varcare la notte, e sarà festa.
