Don Paolo Zamengo”Ogni vita è casa di Dio”

III Domenica di Quaresima

Ogni vita è casa di Dio     Giovanni 2,13-25

Un gesto inatteso, quasi imprevedibile: Gesù prepara una frusta, la brandisce e attraversa l’atrio del tempio come un torrente impetuoso, come una valanga che travolge uomini, animali, tavoli e monete. 

La cosa che più mi colpisce e commuove  è vedere che in Gesù vivono insieme la tenerezza di un uomo innamorato e la determinazione, la forza e il coraggio di un eroe sul campo di battaglia. 

All’avvicinarsi della sua Pasqua, questo gesto e le parole che lo interpretano, risuonano carichi di profezia: Non fate della casa del Padre mio un mercato! 

Del tempio di Gerusalemme, di ogni chiesa, di ogni casa, ma soprattutto del cuore. A ogni credente Gesù ripete il suo grido: non fate mercato della fede. Non usate con Dio la legge scadente della compravendita. 

Se facciamo così. Se crediamo di coinvolgere Dio in questo gioco venale, siamo solo dei cambiamonete e Gesù rovescia il nostro tavolo.  Dio non si compra: è di tutti. Non si compra neanche a prezzo della moneta più pura. Noi siamo salvi solo perché riceviamo. 

Casa di Dio è l’uomo: non fate mercato della vita!  Non svendete dignità e libertà in cambio di cose, non sacrificate la famiglia sull’altare di mammona, non sprecate il cuore riducendo i suoi sogni a oro e argento. 

La triste legge che oggi determina il bene e il male è la nuova etica che predica più denaro è bene, meno denaro è male. Sotto questa dissennata ghigliottina  passano le scelte politiche e individuali. Ma la vita non è questione di affari. 

Non fare mercato del cuore! Non sottomettetelo alla legge del più ricco o  quella del più forte o del più astuto o del più violento. Leggi sbagliate che stanno dentro la vita come le pecore e i buoi dentro il tempio di Gerusalemme: sporcano e profanano. Fuori!

Fuori devono stare, fuori dalla casa di Dio che è l’uomo. Profanare l’uomo è il peggior sacrilegio soprattutto se debole, se bambino, il suo tempio più santo. 

I Giudei presero la parola: Quale segno ci dai per fare queste cose? Gesù risponde portandoli su di un altro piano: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo riedificherò”. 

Non per una sfida a colpi di miracolo, ma perché tutt’altro è il tempio di Dio: è lui Gesù, crocifisso e risorto, e in lui ogni fratello. 

Casa di Dio è la vita, tempio fragile, bellissimo e infinito. E  Dio sulla mia pietra ha posato la sua luce.